Europa – Occorrono esperti per regolamentare le criptovalute – Notiziecriptovalute

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L’opportunità è così grande che è impossibile non coglierla. E questa notizia è così ironica e divertente che andava scritta. Sembra infatti che nel territorio europeo manchino specialisti nel campo della regolamentazione delle criptovalute. E qualsiasi investitore informato sul tema di queste (non) valute digitali non potrà dire il contrario, visto il trattamento ufficiale che ricevono. La vera domanda da porsi è quanto i responsabili pensino davvero di avere queste stesse capacità al momento. In ogni caso, l’Autorità bancaria europea (EBA) sembra preoccupata…

Questa notizia potrebbe quasi essere considerata una buona notizia. Questa notizia potrebbe essere vista quasi come una buona notizia, perché potrebbe essere una buona cosa trovare specialisti esperti per affrontare la questione della regolamentazione delle criptovalute. Una scelta che potrebbe evitare gli improbabili emendamenti associati al disegno di legge MiCA, come il divieto della Proof of Work (PoW) di Bitcoin sul territorio europeo. Uno scherzo di cattivo gusto che è stato presto abbandonato, perché alla fine il ridicolo può stroncare sul nascere una proposta iniqua.

Infatti, mentre Christine Lagarde chiede sempre più fermezza nei confronti del settore delle criptovalute, il presidente dell’Autorità bancaria europea, José Manuel Campa, è preoccupato per la mancanza di specialisti che se ne occupino. Una “preoccupazione importante” e legittima per chiunque voglia fare un buon lavoro. E questo senza cedere all’attuale fretta o alle approssimazioni innescate da un’assoluta ignoranza della materia. Perché non basta assoldare un esercito di vigilantes burocratici per applicare una cieca repressione con la forza…

EBA – Carenza di specialisti in criptovalute in Europa

Queste informazioni provengono dall’attuale presidente dell’Autorità bancaria europea (EBA), José Manuel Campa. Tutto questo in una recente intervista al Financial Times, sulla sua difficoltà a “trovare personale per la supervisione delle criptovalute”. Una “grande preoccupazione” per attuare una supervisione efficace e operativa di questo mercato digitale. In particolare nel contesto dell’attuazione del disegno di legge MiCA, che dovrebbe porre le basi per una visione repressiva più armonizzata a livello europeo. Anche se questo comporta alcuni rifiuti da parte di Paesi come la Germania, in merito a disposizioni considerate abusive in termini di controllo dei trasferimenti di criptovalute.

“La mia preoccupazione è piuttosto quella di garantire che il rischio che abbiamo identificato […] sia gestito in modo adeguato. Se non facciamo bene come avremmo dovuto, dovremo convivere con le conseguenze. ” 

José Manuel Campa

José Manuel Campa sembra infatti fermamente deciso a non fare le cose di fretta, che spesso non portano a nulla. Questo tenendo conto della regola secondo cui qualsiasi quadro normativo “tende naturalmente a rimanere indietro” rispetto al mercato che vuole controllare. Soprattutto considerando la natura “altamente dinamica” del settore delle criptovalute. E l’alta probabilità di “altri casi d’uso” che José Manuel Campa spiega come impossibili da prevedere. Questo anche prima dell’effettiva applicazione delle norme attualmente decise.

Una visione certamente incentrata sul controllo effettivo del mercato delle criptovalute, ma con una lucidità che manca alla maggior parte dei suoi attori. Per questa nuova economia digitale in piena costruzione non serve una regolamentazione, ma maggiori chiarimenti da parte degli organi di vigilanza. Si tratta di una realtà già espressa l’anno scorso e che purtroppo rimane perfettamente attuale. E una valutazione fatta da José Manuel Campa che si scontra con ambizioni repressive molto meno attente alla riflessione e all’analisi. Perché l’obiettivo è prevenire, non accompagnare o adattare…

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